Alfa Romeo Giulietta 1977, la prima rinascita del mito degli anni Cinquanta

La missione non era facile: sostituire un’auto molto amata come la Giulia, utilizzando una meccanica già esistente (quella dell’Alfetta) ma evitando sovrapposizioni in listino. Nacque da questi propositi la seconda vita dell’Alfa Romeo Giulietta, che riprese il nome dall’antesignana degli anni Cinquanta. La Giulietta "berlina" condivideva la meccanica della splendida e filante coupé Alfa Romeo Giulietta Sprint presentata al pubblico esattamente un anno prima nel 1954.

 

Prodotta ad Arese dal 1977 al 1985. La Gliuetta era dotata di sospensioni anteriori a quadrilatero deformabile con barra di torsione, ponte De Dion posteriore e sistema Transaxle. Ottime le doti di robustezza e rigidità, così some l’abitabilità. La linea era a cuneo, con un frontale spigoloso e spiovente e una coda alta e corta. Rispetto all’Alfetta (la sorella maggiore), la Giulietta aveva una connotazione più sportiva.

 

Sviluppi
Nell’autunno del 1977 il debutto sul mercato. I primi commenti furono contrastanti ma, come successe per la Giulia, agli automobilisti bastarono pochi mesi per digerirne le peculiarità stilistiche. Unico neo, la manovrabilità del cambio. Al lancio, la Giulietta era equipaggiata con il 1.3 da 95 CV e il 1.6 da 109 CV. Quindi, arrivò il 1.8 da 122 CV. Nel 1980 la gamma si ampliò con la Giulietta Super: motore da 2.0 litri in grado di erogare 130 CV, 185 km/h di velocità massima e allestimento speciale. Il 1981 segnò la nascita della seconda serie della Giulietta, con tanti accorgimenti stilistici.

 

Due anni dopo esordì la nuova motorizzazione 2.0 Turbodiesel, con propulsore turbocompresso a gasolio da 82 CV. Alla fine del 1983 prese forma la terza serie. La vera novità era la 2.0 Turbodelta, una particolare versione dotata di un motore da 2.0 litri sovralimentato in grado di erogare 170 CV. Nel 1985 l’Alfa Romeo Giulietta, con l’eccezione della Turbodelta (di cui gli ultimi esemplari furono immatricolati sul finire degli anni Ottanta), cedette il passo all’Alfa 75, realizzata modificandone in parte la carrozzeria, ma mantenendone intatta la valida struttura di base.

Pubblicato il: 2016-12-12 00:00:00 - Autore: Infomotori