Ferrari Testarossa

Anno 1984, al Salone di Parigi di quell'anno la casa automobilistica di lusso italiana presenta in anteprima a tutto il mondo una sportiva destinata a diventare una vera e propria icona. Si tratta della Ferrari Testarossa, berlinetta con motore centrale che va a sostituire la precedente Ferrari 512 BB pur mantenendone in gran parte la meccanica.

La differenza sta principalmente nel design, affidato allo studio Pininfarina che le dona una look decisamente sportivo, affilato e più audace soprattutto nell'imponente coda posteriore, con gruppi ottici rettangolari collegati da barre orizzontali. Una soluzione, quella dell'allargamento della coda, che affascina la maggior parte dei clienti, sebbene riduca la visibilità e risulti troppo audace per i puristi che temono una deriva dello stile Ferrari verso quello della rivale Lamborghini.

Non solo l'ingombrante coda fece propendere per l'adozione di un solo specchietto retrovisore, montato in una posizione intermedia lungo il montante A proprio per migliorare la ridotta visibilità consentita al conducente. Una soluzione che non convinse esteticamente e venne dunque sostituita in seguito a favore dei classici due specchietti laterali.

La meccanica come detto era pressocchè identica al modello precedente, fatta eccezione per il motore da 12 cilindri contrapposti, che venne affinato con una nuova testata a 4 valvole per cilindro e in grado di sviluppare una potenza di ben 390 CV ed una velocità massima aumentata fino a 290 km/h. In aggiunta il retrotreno venne migliorato con l'aggiunta di doppi ammortizzatori. Solo nel 1989 venne introdotta la marmitta catalitica per rispettare le vigenti norme antiinquinamento e la potenza venne di conseguenza abbassata a 380 CV.

Fra le curiosità da sottolineare il modello unico in versione spider realizzato per l'avvocato Gianni Agnelli.

Pubblicato il: 2016-12-12 00:00:00 - Autore: Infomotori