Fiat 500 Giannini, nata per correre

Per anni è stata la rivale dell’Abarth nell’elaborazione e personalizzazione della Fiat 500. La Giannini, dei fratelli Attilio e Domenico, ha sfornato diverse versioni della mitica citycar torinese. Tra gli anni ’60 e ‘70 hanno visto la luce la 500 TV, la 500 TV Special, la 590 GT, la 590 GT Special e la 650 NP. Gli interventi di personalizzazione toccano tutti gli aspetti della vettura: dalla carrozzeria agli interni, passando per la meccanica. Il primo modello del preparatore romano è la 500 TV (Turismo Veloce), nel 1963. Realizzata sulla base della Fiat 500 D, sviluppa una potenza di 25 CV a 5.000 giri/minuto, con una velocità massima di 105 km/h. Poi è la volta della 500 TVS da 29 CV. Negli anni a seguire tocca alla 590 GT e GTS, vetture contrapposte a quelle del  grande rivale Abarth, che produceva la 595. Durante la loro carriera, le 500 Giannini hanno seguito l'evoluzione della Fiat 500 originale (attraverso le versioni D, F, L e R).

 

Le 500 GT
La 590 GT Giannini è equipaggiata con un motore di 586 cc in grado di erogare 31 CV a 5.500 giri/minuto, toccando una velocità di punta di 120 km/h. Più prestante la GTS, che scarica a terra 35 CV a 5.800 giri/minuto sfiorando i 130 km/h. Entrambe montano una testata modificata, tutti i condotti allargati e rettificati, l’albero motore modificato ed equilibrato con la distribuzione alleggerita. Nel 1970 sbarca sul mercato la 650 NP, con motore da 652 cc e 35 CV di potenza (a 6.000 giri/minuto).

 

Concepite per correre
Gli anni ‘60 sono i migliori per la Giannini, che propone numerosi kit di elaborazione. Sulle strade italiane compaiono così Fiat 500 normali che esteticamente rimandano alle vetture del costruttore romano. Oltre alle strade, però, il pensiero corre alla pista, con la produzione di modelli già pronti per l’uso corsaiolo. In questo contesto nascono la 500 TV Montecarlo (35 CV) e la 590 GT Vallelunga (36 CV). Il top è rappresentato dall’allestimento Modena del 1971, la massima espressione in termini di potenza: 38 CV a 6.000 giri/minuto.

 

La scommessa
Nel 1973 la crisi petrolifera miete le sue vittime anche nel mercato automobilistico. Giannini tenta un esperimento: ridurre la cilindrata della Fiat 500 R  a 390 cc. Viene alla luce così la Giannini 350 EC R da 16 CV, con l’obiettivo di abbassare i consumi a quattro litri ogni 100 chilometri. L’auto però non ha il successo sperato e esce presto dal mercato. Tra le creazioni del preparatore romano, anche una 500 elettrica e la 700/4C (realizzata assemblando due motori della Fiat 500 Giardiniera per ottenere un quattro cilindri boxer da 42 CV).

Pubblicato il: 2016-12-12 00:00:00 - Autore: Infomotori