Volvo 240 Turbo a 30 anni dalle vittorie nel Campionato Europeo Turismo e nel Deutsche Touringwager

Nel 1985 la Volvo 240 Turbo, il “mattone volante”, vinceva l’ETC e il DTM grazie ai piloti Thomas Lindström, Gianfranco Brancatelli, Sigi Müller Jr. e Pierre Dieudonné, del team Eggenberger Motorsport, e Per Stureson dell’IPS Motorsport . La Casa svedese ha festeggiato ad agosto i 30 anni di questi successi con il più grande raduno mondiale Volvo, il VROM di Goteborg

Era il 1985 quando Volvo uscì vincitrice da due competizioni di fama mondiale: il Campionato Europeo Turismo (ETC) e il Deutsche Touringwager (DTM). Il successo coronò 4 anni di progetti che avevano avuto inizio con il lancio ufficiale della vettura familiare 240, dotata di motore turbo B21ET da 2.1 litri sovralimentato, capace di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 9 secondi e di raggiungere la velocità massima di 195 km/h, grazie ai suoi 155 CV.


Il nuovo modello garantì a Volvo, già nota per sicurezza e affidabilità, di raggiungere il primato di station-wagon più veloce della categoria.


Nel 1982 furono introdotte nuove regole competitive: le vetture in gara dovevano provenire dalla catena di montaggio e essere prodotte per un minimo di 5000 esemplari. Presupposti ideali, per Volvo 240 Turbo, per entrare a far parte del circuito sportivo internazionale.
Gli stessi regolamenti prevedevano che i modelli “evolution” venissero realizzati per almeno 500 unità, così nacque la 240 Turbo Evolution: unità turbo più grandi, nuovi sistemi di controllo del motore e dispositivo Water Turbo Traction brevettato da Volvo per iniettare acqua nell’aspirazione.

Era il 1984 quando la 240 Turbo entrò in pista gareggiando nelle competizioni del Gruppo A, vincendo nell’ETC a Zolder, in Belgio, con Swedes Ulf Grandberg e Robert L. Kvist, e nel DTM a Norisring, Germania, con Per Stureson.


Ma fu il 1985 l’anno d’oro di Volvo, quando furono ingaggiati due team per gareggiare nell’ETC  l’uno contro l’altro: da una parte l’Eggenberger Motorsport (il Volvo Dealer Team Europe) con i piloti Thomas Lindström, dalla Svezia, Sigi Müller Jr della Germania Ovest, l’italiano Gianfranco Brancatelli e il belga Pierre Dieudonné. Dall’altra la squadra svedese Magnum Racing con Ulf Granberg, Anders Olofsson e Ingvar Carlsson.


Nel DTM, invece, gareggiava Per Stureson per IPS Motorsport con una vettura dal design squadrato che lasciò perplessi pubblico e avversari. Ma la grande maneggevolezza e la maggiore potenza, se pur inferiore a molte altre vetture, diedero filo da torcere a concorrenti come la Rover 3500 V8 e la BMW 635.


Volvo dotò i suoi piloti di una vettura con testate dei cilindri in alluminio e pistoni, bielle e alberi forgiati, sistema di iniezione Bosh K.jetronic, turbocompressore Garret e motore da 2.1 l,  con una potenza pari a 300 CV e una velocità di 260 km/h.
Carrozzeria con parti staccabili in metallo sottile, asse posteriore più leggero rispetto alla versione standard, freni con pinze a quattro pistoncini e dischi ventilati e sistema di rifornimento rapido (120 l di benzina in 20 secondi): tutti elementi che contribuirono al successo della vettura svedese.


Il 13 ottobre 1985 la coppia Lindström/Brancatelli si aggiudicò la vittoria nel Campionato Europeo Turismo mentre Stureson vinse il Deutsche Touringwager. Nello stesso anno Volvo portò a casa altri successi, salendo al primo posto del podio nei campionati turismo in Finlandia, Portogallo e Nuova Zelanda e nel rally scozzese.


Lo scorso agosto Volvo ha festeggiato il 30 anniversario di queste vittorie con il più grande raduno a livello mondiale mai organozzato dalla Casa, il VROM di Goteborg.
 

Pubblicato il: 2016-12-12 00:00:00 - Autore: Infomotori